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E' Mezzacorona la cantina europea dell'anno

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» Fermo in cantina lo sfuso da tavola che finora aveva fatto da carburante per la locomotiva iberica
Spagna, l'export si ferma
volumi e valori in forte ribasso
di Carlo Flamini
 

Una sfilza di meno. Così la Spagna chiude il 2009 sul fronte dell’export. Un annus horribilis, che ha coinvolto in maniera uniforme tutte le categorie di vino e la maggior parte dei Paesi che fino all’anno prima si erano dimostrati fedeli acquirenti dei prodotti iberici, se non altro per via del prezzo favorevole a cui venivano proposti.
Venendo ai dati, i 12 mesi chiudono sul fronte volumi con un pesante calo, pari a -10%, (15,1 milioni di ettolitri), per un valore decurtato di oltre il 13% a 1,7 miliardi di euro. A zavorrare quella che negli anni scorsi era stata una delle locomotive del vino europeo è stato in particolar modo tutto il comparto sfuso, sia da tavola (-10% e -22% a volume e valore) sia a denominazione (-33% e -26%). Ma meglio non è andata al comparto bottiglia: quello a Do lascia sul campo il 5% in volume e oltre l’8% in valori, mentre i vini generici fanno anche peggio: -12% e -7%.
Malissimo chiude anche il comparto bollicine: spumanti addirittura -25% sul fronte dei valori, frizzanti -31%. E ancora peggio fa il segmento mosti, che perde oltre un terzo del suo volume.
Per quanto riguarda i Paesi, si fa prima a enumerare quelli con segno più: il Portogallo, il Belgio, la Danimarca e il Giappone, anche se questi ultimi due hanno ridotto sensibilmente la spesa. Gli altri, a cominciare dalle destinazioni top, sono tutti in negativo: Francia, Germania e Russia, ma anche Regno Unito e Paesi Bassi. Persino l’Italia ha ridotto drasticamente gli acquisti, spiccando una fattura che segna -88%. Meno tragica del previsto la performance in America.

Lo sfuso non tira più. Il 51% dell’export spagnolo è costituito da vino in cisterna, di cui la gran parte generico (48%). E’ ovvio che se frena questo, il bilancio generale non può essere che amaro. Se si incrociano i dati del nostro export con quelli spagnoli, si può capire come alcuni mercati abbiano letteralmente girato le spalle a Madrid per approvvigionarsi dei prodotti italiani: Francia (-5%), ma soprattutto Russia (-29%), i cui segni negativi sono lo specchio dei più a tre cifre sulla nostra bilancia commerciale.
Andando a leggere le performance dello sfuso da tavola per Paese si ha un quadro più nitido di quello che è successo: se la Germania tiene (+6% a volume), a tradire gli spagnoli, oltre alle menzionate Francia e Russia, sono stati il Regno Unito (-20%), i Paesi Bassi (-29%), il Canada (-18%), gli Usa (-87%), la Cina (-53%), la Svizzera (-6%) e persino l’Italia (-56%).

 

Approvata la nuova 'legge 164'
Oggi, durante la seduta del Consiglio dei Ministri n. 86 è stato approvato il testo del decreto legislativo, in attuazione della delega conferita al Governo dall’articolo 15 della legge n. 88 del 2009, sulla tutela delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche dei vini, in adeguamento alla nuova organizzazione comune dei mercati agricoli (OCM) di cui ai Regolamenti (CE) n. 1234 del 2007 e n. 607 del 2009.